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Cosa è successo alle pagine aziendali su Facebook

08/05/2018

Negli ultimi due anni, le pagine aziendali su Facebook hanno visto un calo drastico della copertura organica dei loro post. La copertura organica è il numero di fan raggiunti dai contenuti condivisi sulla propria pagina. Com'è successo, cosa è cambiato e in che modo, è il tema dell'articolo di oggi.

Tanto per cominciare, dal 2006 a oggi il numero dei contenuti è aumentato a livelli quasi incalcolabili. Questo significa che la competizione si è fatta spietata sia perché si sono moltiplicate le pagine che producono post, sia perché contemporaneamente è incrementato il numero delle pubblicità da gestire da parte di Facebook. Il risultato? La Home di Facebook, dove ci informiamo e siamo convinti di seguire le nostre pagine, è semplicemente troppo affollata. In più, l'algoritmo di Facebook è concepito per mostrare i contenuti più pertinenti per il singolo utente e non fa emergere tutte le news disponibili.

Dal Gennaio 2018 inoltre, Facebook ha iniziato a spostare il ranking per rendere il News Feed più focalizzato sui contenuti condivisi tra persone e meno sul consumo delle news e post di pagine in "solitaria". Di conseguenza i contenuti di web marketing sono in calo perché Facebook sta cercando di tornare alle origini del suo business: "connettere le... persone".

Come funziona l'algoritmo di Facebook e quali sono le conseguenze per le pagine aziendali?

Nel 2006, quando fu lanciato, Facebook ragionava in maniera piuttosto semplice, applicando un punteggio al tipo di contenuto: solo testo, un punto; con un link, due punti, e così via. Più persone interagivano con un certo post, più il punteggio di quel post saliva. Semplice, no?

Andando avanti con gli anni i contenuti sono aumentati esponenzialmente, fino a portare Facebook a decidere di aggiungere a quel punteggio anche la data più recente e la "forza" del rapporto che lega la persona che condivide il post con quella che lo visualizza. Nel 2011 questo sistema è stato abbandonato per un algoritmo più complesso, in grado di apprendere automaticamente le preferenze dell'utente. Per questo se abbiamo un'interazione bassa con le foto pubblicate dai nostri amici, Facebook ci mostrerà un numero minore di foto nel tempo.

Contemporaneamente, Facebook ha rivisto il sistema per dare un punteggio ai contenuti, dando priorità a quelli che aiutano l'engagement, la condivisione e la permanenza dell'utente sul social: i video interni a Facebook e i live. I video in diretta sono quelli che hanno il maggior punteggio, così come i video con visualizzazioni alte e complete, tutti contenuti che indicano una partecipazione attiva da parte degli utenti. 

Infine, ci sono altre migliaia di fattori che informano Facebook di un'interazione di valore. Avete notato ad esempio la comparsa di parole grassettate e colorate, come quando scrivete sotto un'immagine importante "complimenti"? Ecco: questo è un trigger, un grilletto, che indica che il contenuto è di una certa importanza. Altri fattori sono ad esempio, se si è in effetti cliccato su un link prima di mettere un "mi piace".

Oggi Facebook premia i contenuti che producono le migliori interazioni in questo senso: da persona a persona. Con l'obiettivo non più di trovare quello che è di interesse per il singolo utente, ma di mostrare nelle News il contenuto in grado di dare rilevanza e importanza alle connessioni tra ciascun utente.

La buona notizia? Con qualche accorgimento, anche le pagine aziendali possono inserirsi in questo flusso. Ma ne parleremo la prossima settimana!

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